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Disturbo Bipolare

Disturbo Bipolare

Il disturbo bipolare si può presentare in una fase di eccitamento (mania o ipomania) o in una di depressione.

Prima di addentrarci nel vasto e sfaccettato mondo del disturbo bipolare, risulta preferibile definire l’Umore.

L’umore è definibile come una tonalità affettiva predominante e che viene percepita il più delle volte come stabile. Tuttavia capita di osservare emozioni e sentimenti che variano fisiologicamente in relazione a diversi fattori sia interni (le ore di luce o i livelli ormonali) sia esterni (fattori ambientali e/o relazionali). L’umore è fisiologicamente influenzato ma attraverso complessi meccanismi di regolazione mantiene un equilibrio, e gli individui hanno la percezione di un controllo.

Il disturbo bipolare è caratterizzato dalla perdita più o meno marcata di questo equilibrio, per cui si può osservare:

  • instabilità affettiva;
  • labilità emotiva;
  • lunaticità esasperata (che si riflette nella vita personale e relazionale del soggetto);

Con l’umore variano i livelli di energia fisica, la sensazione di maggiore o minore efficienza mentale, la qualità e la forza dei pensieri, il sonno, l’appetito e il peso, la reattività agli eventi e alle provocazioni. In pratica assieme all’umore vengono coinvolte le emozioni, i pensieri, i comportamenti, il modo di prendere le decisioni e le priorità.

Fase Maniacale e Ipomaniacale

L’ipomania è caratterizzata da:

  • eccitamento;
  • diminuito bisogno di sonno;
  • sensazione di avere maggiore energia fisica e psichica;
  • maggiore loquacità.

 

Ci si sente particolarmente euforici, ma anche irritabili, con la sensazione di avere maggiori potenzialità personali, con un’improvvisa cresciuta autostima: tutto appare possibile e fattibile, senza conseguenze, tanto che spesso si mettono in atto azioni impulsive, talvolta avventate.

Aumentando l’eccitazione si arriva alla Mania. Tale condizione prevede una disorganizzazione del comportamento e difficoltà nel portare a termine progetti e desideri.

Umore labile, irritabile, disforico. Pensiero e linguaggio risultano veloci e spesso sconclusionati. La sensazione di avere enormi potenzialità cresce a tal punto da sfociare in delirio di onnipotenza e in percentuali non trascurabili si osservano allucinazioni uditive e meno frequenti visive.
Altresì si osserva un aumento del desiderio sessuale fino a diventare un comportamento impulsivo caratterizzato da disinibizione.

La fase Depressiva nel Disturbo Bipolare è caratterizzata da:

  • Umore deflesso;
  • Tristezza profonda e continua per almeno 14 giorni;
  • Perdita del significato della vita (che appare dolorosa e faticosa);
  • Iper e/o Ipofagia (appetito più o meno presente);
  • Il sonno è disturbato (in special modo al mattino);
  • I pensieri corrono più lentamente, girano intorno a temi d’inadeguatezza, colpa, morte, rovina, fallimento, miseria, malattia;
  • Si guarda al futuro senza speranza o con disperazione;

 

Le fasi depressive possono essere gravi a tal punto da spingere la persona all’autolesionismo ed in fase estrema al suicidio. Solitamente la durata della fase depressiva è maggiore rispetto alle fasi maniacali o ipomaniacali.

Dalla combinazione delle fasi prima descritte si possono identificare:

Disturbo Bipolare di Tipo I: caratterizzato dalla presenza nell’arco della vita di un episodio maniacale, a prescindere dalla presenza o meno di altri episodi depressivi o ipomaniacali, che tuttavia si associano frequentemente agli episodi di mania.
Il disturbo bipolare di tipo II: caratterizzato dalla presenza nell’arco della vita da uno o più episodi depressivi maggiori accompagnati da almeno un episodio ipomaniacale.
Il disturbo ciclotimico (o ciclotimia): caratterizzato dall’alternanza di episodi di depressione e ipomaniacali di lieve intensità ma con elevata frequenza, che portano a una sostanziale lunga e ininterrotta fase di malattia della durata di almeno due anni, con cambiamenti comportamentali che provocano notevoli complicazioni a livello psicosociale.

Trattamento per il Disturbo Bipolare

Quale Psicoterapia?

La psicoterapia cognitivo-comportamentale per il disturbo bipolare si basa inizialmente sulla psicoeducazione al disturbo bipolare, alle fasi, ai sintomi, agli aspetti prognostici, ai farmaci, e prevede schede di automonitoraggio di alcuni sintomi chiave come il sonno, l’umore, etc. Poi si rifà più propriamente alle tecniche della terapia cognitivo-comportamentale (come le tecniche comportamentali, il problem solving, il lavoro sulle credenze, etc), assumendo indicazioni specifiche per il disturbo e per il paziente.


Dott. Sandro Veltri
Psicologo

Ambiti di intervento
  • Disturbi d’Ansia: Attacchi di Panico, Fobia Sociale, Fobie Specifiche, Ansia di Malattia, Paura di Volare, Paura di guidare in autostrada;
  • Disturbi Ossessivo-Compulsivi;
  • Disturbi dell’Umore: Depressione;
  • Disturbi del Sonno: Insonnia Cronica;
  • Disturbi Sessuali: Calo del Desiderio Sessuale, Eiaculazione Precoce, ritardata, assenza di orgasmo;
  • Corsi di Rilassamento: Training Autogeno – Rilassamento Muscolare Progressivo.
  • Disturbi Alimentari: Anoressia , Bulimia, Binge Eating, Eccessiva Attenzione alle regole alimentari (Ortoressia), Ossessione per il fisico perfetto (Visnoressia);
  • Neuropsicologia: Valutazione delle facoltà cognitive (attenzione, linguaggio, memoria, orientamento, autonomie) attraverso l’impiego di test specifici. Attualmente collaboro con un medico specialista in neurologia;
  • Disturbi di Personalità: Narcisismo, Personalità Dipendente, Borderline;
  • Training Comunicazione Efficace – Assertività: Potenziare la proprie capacità relazionali;